
Fino agli anni Settanta del Novecento, le fontane pubbliche furono il principale punto di approvvigionamento idrico per la popolazione. Le Fonti Antiche di Ripatransone, poste poco fuori le mura, hanno conservato la loro forma originaria e raccontano una storia comune a molte altre fontane marchigiane.Le prime attestazioni scritte risalgono al Trecento e ne sancivano l’appartenenza alla comunità, con regole severe per il loro utilizzo e la manutenzione. Le donne vi attingevano acqua con le tipiche brocche in terracotta, realizzate dai vasai locali, portandole sul capo con grande abilità. Alle fonti era legato anche il mestiere dell’acquaiolo, che portava l’acqua nelle case, e quello della lavandaia, che utilizzava i lavatoi annessi per lavare e risciacquare i panni.I lavatoi, semplici o articolati, erano costruiti in pietra o mattoni e funzionavano con un sistema idraulico a caduta, con l’acqua poi destinata all’irrigazione dei campi. Le strutture superstiti, realizzate per lo più a fine Ottocento, restano oggi come preziose vestigia della vita quotidiana e delle tradizioni comunitarie.