Situato nella cripta del Duomo, l’Oratorio di San Giovanni Decollato affonda le sue origini nella metà del Cinquecento, quando la Confraternita della Misericordia e Morte vi stabilì la propria sede. Sull’architrave del portale si legge ancora la scritta latina Templum Societatis Misericordiae, memoria della sua antica funzione.Nel Seicento e nei secoli successivi l’oratorio fu arricchito e trasformato, fino a diventare, tra il 1972 e il 1974, la Tomba dei Vescovi di Ripatransone, con i monumenti funebri di quattro presuli locali. Sopra la stele si erge una drammatica Crocifissione policroma del ceramista ascolano Giuseppe Marinucci, mentre alle spalle dell’altare maggiore trova posto un Crocifisso ligneo del XVII-XVIII secolo.Tra gli arredi spicca l’altare sinistro, dedicato alla Vergine Addolorata, attribuito a Giovanni Moschetti di Montegiorgio e impreziosito da un Cristo Morto scolpito da Giuseppe Manzo di Lecce. Alle pareti si ammirano le stazioni della Via Crucis del 1974, eleganti appliques dorate ottocentesche e una piccola tela di Luigi Corsi raffigurante la Vergine dei Sette Dolori.Nella sacrestia si custodiscono incisioni di Giuseppe Capparoni dedicate alla Via Matris e, sul fondo, un dipinto settecentesco di Pietro Capocasa con il Cristo Morto sorretto da angeli. Completano il patrimonio artistico l’organo liturgico Verati del 1909, restaurato nel 2003, e una tela più recente di Mario Vespasiani che raffigura la processione del Cristo Morto, testimoniando come l’oratorio resti un luogo vivo di fede e memoria collettiva

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