{"id":5184,"date":"2022-06-11T19:58:37","date_gmt":"2022-06-11T17:58:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/2022\/06\/11\/casa-natale-di-luigi-mercantini\/"},"modified":"2022-06-13T17:12:52","modified_gmt":"2022-06-13T15:12:52","slug":"casa-natale-di-luigi-mercantini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/2022\/06\/11\/casa-natale-di-luigi-mercantini\/","title":{"rendered":"Casa natale di Luigi Mercantini"},"content":{"rendered":"<p>Casa natale di Luigi Mercantini<\/p>\n<p>Primo di nove figli, nacque a Ripatransone il 19 settembre 1821 da Domenico, segretario del vescovo vicario di Ripatransone, mons. L. Ugolini, e da Barbara Morelli.<\/p>\n<p>Nel 1824, in seguito al trasferimento di Ugolini a Fossombrone, vi si stabil\u00ec con la famiglia e, all\u2019et\u00e0 di dieci anni, entr\u00f2 in seminario. Fattosi ben presto conoscere in paese per la sua attitudine letteraria, fu preso a benvolere da F.M. Torricelli che, oltre a guidarlo nella lettura della Commedia dantesca, contribu\u00ec alla sua formazione classicistica. Altri letterati legati alla scuola di V. Monti e G. Perticari, quali F. Cassi, G.I. Montanari e G. Marchetti, lo apprezzarono fin dalle sue prime prove poetiche, componimenti d\u2019occasione apparsi in opuscoli, giornali e fogli volanti.<\/p>\n<p>Iniziato ancora seminarista alla predicazione sacra al fianco di mons. Ugolini, il M., che non nutriva grande propensione per il sacerdozio, nel 1839 tent\u00f2 invano la via dell\u2019insegnamento presso le scuole pubbliche di Fossombrone, ma il posto al quale aspirava fu assegnato ad altri.<\/p>\n<p>Nel 1841 abbandon\u00f2 il seminario e fu chiamato a ricoprire un incarico temporaneo presso la Biblioteca comunale B. Passionei di Fossombrone, per poi dedicarsi all\u2019insegnamento. Dopo la nomina a professore interinale di umanit\u00e0 e retorica nella pubblica scuola superiore di Arcevia, il M., grazie all\u2019interessamento del cardinale F. Sceberras Testaferrata, si trasfer\u00ec a Senigallia (1842) per insegnare eloquenza, dapprima nel seminario e due anni dopo nel nuovo ginnasio municipale.<\/p>\n<p>Il M., agli esordi del pontificato di PioIX, del quale era convinto sostenitore, intraprese un\u2019intensa attivit\u00e0 politica nell\u2019ambito del movimento liberale senigalliese. Nel 1847 perse la moglie Anna Bruni, sposata due anni prima. Divenuto ufficiale della guardia civica, nonch\u00e9 segretario del circolo popolare senigalliese, il M. dovette prima fronteggiare i violenti disordini cittadini causati dalla delusione per l\u2019allocuzione papale del 29 apr. 1848, quindi, nel giugno del 1849, unitosi ai volontari del battaglione civico mobilizzato della provincia di Pesaro e Urbino, prese parte alla difesa di Ancona assediata dagli Austriaci.<\/p>\n<p>Nonostante il fervore politico degli ultimi anni vissuti a Senigallia, il M. non trascur\u00f2 la letteratura, attenuando il rigore classicista e colto dei suoi versi per inaugurare una produzione pi\u00f9 popolare, in linea con un ideale pedagogico che attribuiva alla poesia una funzione didascalica e divulgativa. Ne \u00e8 attestazione l\u2019Inno di guerra (1848), musicato da G. Zampettini e poi diffuso tra i volontari italiani nella campagna del Lombardo Veneto e nella difesa di Venezia. A partire da questo componimento il M. accompagn\u00f2 con le sue liriche le vicende del Risorgimento, dando alla sua produzione un orientamento patriottico e divenendo cos\u00ec uno dei principali esponenti di questo genere di poesia.<\/p>\n<p>Con la capitolazione di Ancona il M., per non incorrere nella repressione austriaca, decise di lasciare l\u2019Italia. Si ferm\u00f2 dapprima a Corf\u00f9, dove conobbe tra gli altri esuli D. Manin, e poi a Zante (1850): qui, mentre per vivere dava lezioni private, videro la luce le sue composizioni (Canti, Corf\u00f9 1849 e Zante 1850). Dopo aver trascorso un mese a Malta, nel 1852 pass\u00f2 a Torino, sotto altro nome e con un passaporto inglese. Dato l\u2019ingente numero di rifugiati politici presenti in Piemonte, ebbe difficolt\u00e0 a trovare un\u2019occupazione stabile, vivendo di collaborazioni a giornali e di lezioni private. Tuttavia poteva confidare nell\u2019appoggio delle nuove conoscenze: strinse infatti amicizia con L. Valerio, T. Mamiani, N. Tommaseo e G. Prati, prese a frequentare il salotto di Angelica Palli Bartolomei e ader\u00ec alla Societ\u00e0 dell\u2019emigrazione italiana, divenendone segretario generale (1854). Anche la produzione poetica giov\u00f2 al M. in termini di fama, come attesta il poemetto epico-lirico Tito Speri (Torino 1853), dedicato al martirologio di Belfiore e apprezzato anche da A. Rosmini.<\/p>\n<p>Di l\u00ec a poco il M. vide consolidarsi la sua posizione di docente e, dopo incarichi a Torino e nei dintorni, nel 1854 si trasfer\u00ec a Genova per insegnare, grazie alla segnalazione di Mamiani, italiano e storia presso l\u2019istituto italiano di educazione delle fanciulle, meglio noto come collegio delle Peschiere. Tale incarico gli consent\u00ec di tornare al ruolo a lui caro di educatore, e inoltre gli forn\u00ec l\u2019occasione per conoscere l\u2019insegnante di musica Giuseppina De Filippi, che spos\u00f2 nel 1855 e con la quale condivise la direzione dell\u2019istituto (1858). Quasi a integrare l\u2019impegno presso il collegio, prese a collaborare dal 1855 con La Donna, settimanale genovese rivolto alla formazione delle giovani, di cui nel 1856 divenne direttore.<\/p>\n<p>Politicamente attivo anche durante il soggiorno ligure, il M. partecip\u00f2 assiduamente alle riunioni dei comitati degli esuli, fungendo da tramite tra quelli di Genova e Torino, dove era coadiuvato dall\u2019amico A. Fabretti. L\u2019ambiente in cui si muoveva era anche quello che ne alimentava la vena poetica: cos\u00ec, dopo aver cantato il Supplizio di Agesilao Milano, nel 1857 dedic\u00f2 all\u2019infausta spedizione guidata da C. Pisacane La spigolatrice di Sapri, che gli valse una notoriet\u00e0 legata soprattutto alla facile immediatezza dei versi.<\/p>\n<p>All\u2019effetto di spontaneit\u00e0, il M. seppe coniugare la grazia, frutto di una solida preparazione umanistica, costruendo un componimento equilibrato che andava dall\u2019asciutta esposizione dell\u2019esordio al lirismo della testimonianza della narratrice, per concludersi infine con le tinte forti della battaglia. Cos\u00ec stilizzata, la figura di Pisacane assunse i tratti di una leggenda.<\/p>\n<p>Seguirono altri componimenti di successo: Il buon capodanno del pellegrino italiano (1858), La madre veneta e Un soldato in congedo, poemetti ispirati dall\u2019armistizio di Villafranca del 1859, e pi\u00f9 noto di tutti, l\u2019Inno di Garibaldi, commissionato sul finire del 1858 dallo stesso generale e musicato da A. Olivieri. Sottoposto in prima stesura all\u2019amico A. Bertani e inizialmente intitolato Canzone italiana, l\u2019inno fu pubblicato dall\u2019editore T. Ricordi (Milano 1861) con alcune strofe finali aggiunte dall\u2019autore dopo la spedizione dei Mille.<\/p>\n<p>Nel 1860, recatosi a Bologna insieme con una deputazione marchigiana per accogliere Vittorio Emanuele II, il M. lesse una sua ode, Gli sproni d\u2019oro al re d\u2019Italia, composta su invito dei patrioti conterranei, che gli valse l\u2019apprezzamento di C. Benso conte di Cavour e dello stesso sovrano. Da allora il M., avvicinatosi alla Societ\u00e0 nazionale italiana, ammorbid\u00ec le sue posizioni repubblicane in nome dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e, tornato a Genova, intervenne per via epistolare non solo a favore della liberazione delle Marche, ma anche tentando una mediazione nel dissidio tra il Partito d\u2019azione e la Societ\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Con l\u2019annessione delle Marche al Regno, il M. vi fece ritorno in qualit\u00e0 di segretario di L. Valerio, commissario straordinario della regione, che lo scelse come collaboratore alla riforma amministrativa. Fu inoltre il primo direttore del Corriere delle Marche, quotidiano liberale fondato nel 1860.<\/p>\n<p>Pochi mesi dopo, privilegiando come sempre l\u2019insegnamento, il M. lasci\u00f2 Ancona per stabilirsi con la famiglia a Bologna, dove, per iniziativa del ministro della Pubblica Istruzione Mamiani, ebbe l\u2019incarico di professore di storia ed estetica all\u2019Accademia di belle arti, cui poi si aggiunse quello di docente di storia moderna all\u2019Universit\u00e0 (1862). Ben accetto a Bologna fin dal suo arrivo, il M., sempre pi\u00f9 conosciuto grazie al successo dei suoi corsi, frequent\u00f2 assiduamente il salotto della contessa Maria Teresa Serego Alighieri, fu socio e poi segretario della Deputazione di storia patria per la Romagna, venne affiliato, pare, alla massoneria e strinse amicizia con G. Carducci, suo collega nell\u2019insegnamento.<\/p>\n<p>Nonostante le sue deboli ambizioni politiche, nel 1861 fu eletto deputato a Fabriano per l\u2019VIII legislatura, la prima del Parlamento italiano, ma, data l\u2019incompatibilit\u00e0 tra il mandato parlamentare e la qualit\u00e0 di professore, prefer\u00ec vedersi annullare l\u2019elezione piuttosto che rinunciare all\u2019insegnamento.<\/p>\n<p>Nel 1864 il M. ripubblic\u00f2 i suoi Canti (Bologna), riunendo gran parte della sua produzione poetica, a eccezione di alcuni componimenti anteriori all\u2019esilio, originariamente apparsi in fogli volanti o in opuscoli difficilmente reperibili.<\/p>\n<p>Avendo ricevuto dal ministro della Pubblica Istruzione G. Natoli il decreto di nomina a professore di letteratura italiana presso l\u2019Universit\u00e0 di Palermo, il M. nel 1865 si trasfer\u00ec in Sicilia, presentato da una lettera di G. Garibaldi ai patrioti palermitani, dai quali fu accolto calorosamente. Presto si integr\u00f2 nell\u2019ambiente cittadino, entrando in rapporto, fra gli altri, con E. Albanese, G. Medici e R. De Benedetto, e ritrovando G. Camozzi, amico dai tempi di Genova e comandante della locale guardia nazionale. Nel 1870, il M. divenne docente di letteratura nel regio educatorio Maria Adelaide di Palermo, per essere di l\u00ec a poco nominato provveditore agli Studi. Il carattere pubblico dei suoi incarichi lo costrinse nel 1869 ad assumere solo ufficiosamente la direzione del quotidiano La Luce, caratterizzato da un forte sentimento anticlericale.<\/p>\n<p>Anche se in via di esaurimento, non venne tuttavia meno l\u2019impegno in campo letterario, come attestano, fra l\u2019altro, La fidanzata di un marinaio della Palestro (1866), lirica dedicata alla sconfitta di Lissa, e l\u2019Ezzelino (Palermo 1868), traduzione italiana di Ecerinis di A. Mussato, tragedia medievale di stampo senechiano in versi latini, basata sulle vicende di Ezzelino da Romano. Nel 1885 fu pubblicata a Milano una nuova edizione dei Canti\u2026 con l\u2019aggiunta di molte poesie inedite e un discorso di G. Mestica.<\/p>\n<p>Il M. mor\u00ec, a causa di un\u2019infezione tifoidea, il 17 nov. 1872 a Palermo, dove fu tumulato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Casa natale di Luigi Mercantini Primo di nove figli, nacque a Ripatransone il 19 settembre 1821 da Domenico, segretario del vescovo vicario<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":5483,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1208],"tags":[],"class_list":["post-5184","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-poi-mappa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5184"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5184\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5416,"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5184\/revisions\/5416"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5483"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}