{"id":4874,"date":"2022-05-28T20:43:18","date_gmt":"2022-05-28T18:43:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/?page_id=4874"},"modified":"2022-07-16T14:04:50","modified_gmt":"2022-07-16T12:04:50","slug":"pinacoteca-civica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/pinacoteca-civica\/","title":{"rendered":"Pinacoteca Civica"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:1331.2px;margin-left: calc(-4% \/ 2 );margin-right: calc(-4% \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p style=\"font-weight: 400;\">Nel cuore del Quartiere di Agello si innalza il Palazzo Bonomi-Gera, sede della <strong>Pinacoteca-Gipsoteca<\/strong>. Fu progettato per la propria famiglia alla fine del secolo XVII da Luzio Bonomi (Ripatransone, 1669-1739). Negli anni 1963-66 fu acquistato da Uno Gera, che lo fece restaurare e riportare in gran parte all&#8217;architettura originaria, nonostante le trasformazioni e le mutilazioni subite dal palazzo (smantellamento dei caminetti, rifacimento di alcuni soffitti in cemento&#8230;). Altri interventi sono stati fatti nel 1994 e nel 2001 dal Comune con finanziamenti della Regione Marche.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Lo stile dell&#8217;edificio \u00e8 sobrio e castigato; la parte posteriore richiama il prospetto della Villa Falconieri di Frascati; il portale in arenaria, sormontato da un balconcino, \u00e8 il principale elemento decorativo della facciata in laterizi; la porta ha una bella lunetta in legno. Donato al Comune nel 1971 da Gera, dal 1976 ospita la Gipsoteca e la Collezione d&#8217;arte Gera, e dal 1977 la Pinacoteca Civica, la raccolta di maioliche e porcellane, materiale storico ed etnografico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;allestimento delle raccolte \u00e8 rimasto sostanzialmente quello voluto da Uno Gera, che prefer\u00ec arredare un palazzo patrizio con opere d&#8217;arte, piuttosto che allestire una vera pinacoteca. Attualmente vi sono custodite circa mille opere di circa 70 artisti diversi, dal sec. XV ai giorni nostri. Entrati nell&#8217;edificio, superata la bella vetrata realizzata nel 1994 da Giovanni Capriotti di Ripatransone, si possono ammirare due cassepanche (sec. XIX) donate da Gera e due sue sculture in gesso del 1969: Cerere nella nicchia di destra, Venere in quella di sinistra. Il pianterreno ospita prevalentemente opere contemporanee. La prima sala di sinistra \u00e8 dedicata allo &#8220;scultore del vento&#8221; Pericle Fazzini; la sala, allestita quando l&#8217;artista era ancora in vita, \u00e8 stata ristrutturata nel 1996: vi sono custodite 30 opere (frutto della generosit\u00e0 dell&#8217;autore): due sculture in bronzo: ritratto di Ungaretti ed un Crocifisso; un pastello, due acqueforti, 25 serigrafie. La seconda sala di sinistra \u00e8 dedicata: al pittore e scultore Remo Brindisi, di cui sono conservate tre tele del ciclo &#8220;La preda&#8221;, diverse incisioni e serigrafie; all&#8217;incisore e pittore Arnoldo Ciarrocchi, di cui sono custodite dieci incisioni ed un acquerello; allo xilografo e pittore Adolfo De Carolis, ed ai congiunti artisti. Nel pianterreno inoltre sono custodite: 22 tele del pittore ripano Giuseppe Canali, donate al municipio nel 1992; opere di artisti diversi, quali: Annigoni, Piacesi, Marchegiani, Marziali, Meconi, Capponi, Pulcini, Amadio, Marconi, Cordivani, Montanarini, Cusani, Berrettoni, Perrotta, Danesi, Ferretti, Primo Angellotti, Sandro Trotti, Mario Vespasiani, Vittorio Fazzini, Wladimiro Tulli, Fausto Luzi; con &#8220;Vedute ripane&#8221; sono presenti gli artisti: Andreoli, Erani, Mascaretti, Perrotta, Romano e l&#8217;offidano Sergiacomi con la scultura &#8220;Lode al Signore&#8221; (1982). Nella Pinacoteca intesa in senso classico sono conservate centinaia di opere; seguendo il criterio cronologico, i pittori pi\u00f9 noti presenti nelle varie sale sono: Vittore Crivelli con sette tavole dipinte con colori a tempera, rappresentanti: San Marco, Madonna con Bambino, San Lorenzo (tavole raggruppate in un trittico), San Giovanni Battista, San Leonardo, Beato Giacomo della Marca, San Placido; Giacomo da Campli, con due affreschi recuperati con la tecnica dello &#8220;strappo&#8221;; Cola dell&#8217;Amatrice con un affresco (attribuzione); Vincenzo Pagani con tre opere; con due tele ciascuno di carattere sacro: Luca di Costantino, Ernest van Schyk, Giuseppe Maria Crespi, Filippo Ricci; Ubaldo Ricci con una tela; Francesco Coghetti con cinque opere e 23 bozzetti (la pi\u00f9 ricca collezione italiana riguardante l&#8217;autore), altri tre bozzetti (i pi\u00f9 piccoli) del figlio Cesare; Teofilo Patini con la figura di \u201cOrante&#8221;; tra i pittori stranieri dell&#8217;Ottocento (ognuno con un&#8217;opera), si ricordano: lo svizzero Alexandre Calame e gli inglesi Charles Robert Leslie, James Webb, James Stark. Gli incisori presenti con una o pi\u00f9 opere sono: Federico Barocci, Giovan Battista Piranesi, Bartolomeo Pinelli, Antonio Carbonati, Diego Pettinelli, Armando Stefanucci, Amintore Fanfani, Giuliano Febi, Sanzio Giovanelli, Sandro Pazzi, Carlo lacomucci, Domenico Pupilli, Giancarlo De Carolis, Giuliana Mazzarocchi. Sono custoditi inoltre disegni di Giuseppe Capparoni, Ludovico Seitz, Saverio Altamura, Quinto Tizi, Guido Pezzini; bozzetti di Domenico Morelli, Cesare Ciani, Antonio Mancini, e la caricatura di Mons. Radicioni (vescovo dal 1952-1983), lavoro di Danilo Interlenghi. Nel Salone delle feste del palazzo, con il soffitto a lacunari dipinti, le pareti decorate a tempera e la galleria (con i semibusti eseguiti da Gera) riservata ai musici, \u00e8 stata sistemata la raccolta (oltre 300 pezzi) delle maioliche e delle porcellane, in prevalenza dei secoli XVII-XIX e di varia provenienza (Deruta, Castelli, Urbania, Pesaro, Faenza, Ascoli Piceno, Meissen); alcune (quelle donate da Uno Gera) sono di provenienza orientale. Al centro del salone si ammira la &#8220;Madonna in trono&#8221; (1524), terracotta di Gianfrancesco Gagliardelli. Di un&#8217;altra pregevole opera in terracotta, una pala d&#8217;altare di Fra Mattia Della Robbia, andata in frantumi, sono custoditi i 35 pezzi restanti. Nella Sala pi\u00f9 bella del palazzo, l&#8217;unica ad avere dipinti il soffitto a lacunari ed il sottostante fregio, sono sistemati i mobili d&#8217;arte prevalentemente del sec. XVIII, altro munifico dono di Uno Gera; spicca fra questi il trumeau (fine &#8216;700), di stile romano, di forma classica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La <strong>Gipsoteca<\/strong> Uno Gera, allestita nel 1976 dall&#8217;artista-mecenate con le proprie opere, \u00e8 sistemata in due locali del piano nobile: nel pi\u00f9 piccolo, spicca il lampadario di porcellana francese, databile nel periodo 1750-1850; nel pi\u00f9 ampio (gi\u00e0 due camere da letto), sono pregevoli i bei soffitti a lacunari dipinti; qui \u00e8 conservato il nucleo principale della gipsoteca: predominano i ritratti, perch\u00e9 Gera come scultore \u00e8 stato soprattutto un ritrattista. Cronologicamente le opere, (circa cento) vanno dagli anni &#8217;20 agli anni &#8217;70 del secolo XX; sono esposti pure bozzetti di sculture realizzate a Ripatransone ed altrove.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella Sala &#8220;40 Artisti per il Presepe&#8221; sono custodite le opere sulla Nativit\u00e0 donate dagli autori, esposte nella sala &#8220;Ascanio Condivi&#8221; dal 23 dicembre 1984 al 27 gennaio 1985, in occasione della XV edizione del grandioso presepio all&#8217;aperto. Tra le opere (in parte grafiche) spiccano quelle di Annigoni, Angellotti, Brindisi, Cagli, Ciarrocchi, Corpora, Cantatore, Fazzini, Fiume, Greco, Guttuso, Piacesi, Treccani, Trotti, Vespignani. La Sala fu inaugurata il 27 aprile 1985.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Galleria dei Ritratti \u00e8 situata lungo la scala di collegamento fra i piani: vi sono sistemati 35 ritratti, quasi sempre di personaggi o di vescovi di Ripatransone, vissuti nei secoli XVI-XIX: provengono dalla collezione comunale, preesistente alla fondazione nel 1977 del museo-pinacoteca.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Museo Storico-Etnografico<\/strong> (con sezione risorgimentale). <em>Oploteca<\/em> \u2013 L&#8217;ultimo piano del palazzo custodisce materiale interessante e vario, che pu\u00f2 essere inserito nell&#8217;ambito di un museo storico-etnografico (in allestimento). Tra il materiale conservato: monete e medaglie; autografi, epistolario e cimeli di Luigi Mercantini, insieme con cimeli risorgimentali e della Prima guerra mondiale; oggetti di epoca medievale; raccolta di autografi di personaggi famosi; costumi dei magistrati; oggetti devozionali o di uso liturgico; curiosit\u00e0 etnografiche provenienti anche dall&#8217;Africa e dall&#8217;America Latina; raccolta di circa 200 armi di varie epoche: oploteca. Nell&#8217;ambito di questo museo, nel 1996 \u00e8 stata allestita ed inaugurata la sala dedicata al cantante lirico Luciano Neroni, dove sono custoditi i cimeli ed elementi dei costumi di scena, fotografie, dischi, partiture musicali, ritratti artistici del famoso cantante; il materiale esposto \u00e8 stato ceduto dalla figlia Brunilde e da altri cittadini.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">All\u2019interno del medesimo palazzo \u00e8 ospitato, inoltre, il <\/span><b>Museo della Tradizione Garibaldina<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, una collezione di circa 100 pezzi tra cimeli, foto e documenti.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-4874","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4874","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4874"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4874\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6237,"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4874\/revisions\/6237"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.visitripatransone.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}